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Ci sono voluti molti anni ma alla fine il desiderio di avere un osservatorio si é realizzato. Basta passare un'ora a montare e un'altra a smontare l'attrezzatura al buio. Basta fare chilometri, montare lo strumento ed accorgersi di aver dimenticato un cavo e tornare a casa. Da 15 anni l'Osservatorio  Astronomico di Assisi a Porziano é una realtà.

Nel tempo sono state costruite 8 "cupole" per altrettanti strumenti grazie all'ingegno dell'amico e socio Paolo Fagotti.

Un container di 9x3 metri é il nostro centro di controllo poichè tutti gli strumenti sono pilotati da remoto.

 

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All'interno ogni socio ha la sua postazione. Cerchiamo di darci un pò di disciplina ma si vede chiaramente la mancanza della mano di una donna !

 

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Il genio dell'amico Paolo Fagotti ha concepito la "cupola" che vedete.

Abbiamo fatto una considerazione: l'astrofilo non lavora più a contatto con il telescopio ma in remoto. Così decidiamo di costruire la cupola "su misura", restringendola al massimo. Per evitare inutili complicazioni abbiamo usato la tecnica del tetto scorrevole che lascia lo strumento scoperto durante la seduta di lavoro.

La struttura è realizzata con un telaio portante in tubolare di acciaio ricoperta da lamiera metallica. Tutte le cerniere e le maniglie sono artigianali.

La parte alta è isolata termicamente con fogli di polistirolo di 25 mm di spessore ricoperti da ondulina da 3 mm. La parte bassa ha invece un isolamento fatto con lastre di trucciolare di legno da 20 mm di spessore su tutti i lati.

Per l'apertura Paolo ha concepito un sistema di contrappesi e carrucole molto funzionale, come si vede nelle foto sotto. In questo modo con due semplici movimenti, prima di scorrimento poi di abbassamento, il gioco è fatto.

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All'interno sono state ricavate due zone. Nella parte alta c'è la strumentazione e in quella bassa sono ospitate le connessioni e il portatile che fa da server per il controllo remoto. Il PC viene tolto alla fine della seduta. Lo avevo fisso ma gli sbalzi di temperatura e l'umidità provocavano malfunzionamenti e rotture. Ora questo è un ricordo.

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Montatura.

Ho lavorato alcuni anni con una Vixen Sphinx SXW e all'epoca l'ho snobbata. Con il senno di poi devo dire che ho sbagliato. Come ho scritto nell'articolo sulla EQ6, per capire  e apprezzare una montatura occorre avere bene in mente il concetto di campionamento e quindi di focale accoppiata alla dimensione del pixel del ccd, All'epoca non lo conoscevo e con la piccola Sphinx campionavo a 1 aecsec/px pretendendo l'impossibile da essa. Infatti ottenevo quasi sempre un mosso e non poteva essere altrimenti. Comunque sia anche per il poco carico che portava l'ho cambiata e ho acquistato la NEQ6 Pro. Prima di installarla, con un amico astrofilo l'abbiamo smontata per mettere un grasso di ottima qualità e abbiamo registrato l'accoppiamento corona dentata-vite senza fine. Avendo l'accortezza di farlo ad ogni cambio di stagione e con un peso sotto i 9 kg è sempre andata bene.

 

 

Telescopio di ripresa.

Dopo diversi riflettori, sia newtoniani che catadiottrici, ho preso la decisione, per me storica, di passare al rifrattore apocromatico. Ero stanco dell'incubo della collimazione e ho acquistato il TS Triplet Apo 90/600. Vale tutto il prezzo, anche di più: è veramente apocromatico. All'ottimo fuocheggiatore a cremagliera ho applicato il fuocheggiatore elettronico della Orion che controllo con la sua pulsantiera.

Rimango dell'idea che il ccd astronomico deve essere in bianco e nero e l'ho sempre usato così  L'uso dei filtri è quindi limitato. Ho inserito nel treno ottico un cassetto portafiltri in cui, a seconda dell'oggetto che riprendo, alterno un luminanza (uv-ir cut) o un H-Alpha da 7 nm entrambi della Baader.

Infine la ccd. Capito il campionamento ho fatto molta attenzione nell'accoppiare focale e ccd. La scelta è caduta sulla Atik 314 L+ che utilizza il sensore Sony ICX 285 AL, probabilmente il più usato e famoso ccd per astrofotografia secondo solo alla serie dei  KODAK 402 ME.

 

 

Telescopio di guida.

In questo caso il rifrattore è d'obbligo. Ho acquistato dall'amico Gianni il Tecnosky ED 66/400 che ha un'ottica apocromatica molto ben corretta. Il tubo ha una struttura robusta e ben fatta ed è dotata di un ottimo fuocheggiatore demoltiplicato.

Data la corta focale ho inserito una barlow apocromatica 2x per migliorare il campionamento in rapporto allo strumento di ripresa. Maxim DL, come gli altri software, sembra guidare al meglio in binning 2. Ciò si spiega perché il binning 2x accoppia 4 pixel in un maxi pixel aumentando di molto la sensibilità che si traduce in un rapporto segnale-rumore più alto rendendo il centroide della stella più luminoso e definito e la guida più precisa.

La ccd è una Atik 16 ic ormai datata ma che fa egregiamente il suo lavoro. E' raffreddata a -20° per cui niente pixel caldi. E' piuttosto sensibile considerato che sono riuscito a guidare con una stella di magnitudine oltre la 11°. Al naso da 31.8 ho applicato il filtro IR-cut della Baader per eliminare l'alone infrarosso rendendo le stelle più incise.

Il fuocheggiatore è servito da un motoriduttore elettrico fatto da Gianni che controllo con una pulsantiera remota.